Ben arrivato nell'Universo Amico di Letizia Espanoli!

... troverai qui 26 anni di esperienza di lavoro nell'area socio sanitaria. Anni di studio, esperienza e passione nel campo delle demenze, della leadership, dell'organizzazione di Rsa, dell'accompagnamento al fine vita, della costruzione di alleanza terapeutica con le famiglie...  26 anni di ricerca di strumenti semplici ed efficaci: biografia, consegne, progetto di assistenza individualizzato realizzati al di fuori dei modi comuni... 26 anni per scegliere strumenti per lo stress lavoro correlato e promuovere itinerari di formazione capaci di creare benessere e crescita interiore... ma ancora 26 anni per affrontare il tema della nutrizione e della eliminazione dei lassativi nelle strutture per anziani, del dolore fisico e dei disturbi del comportamento, della contenzione fisica e farmacologica. Questi per me sono diventati temi non solo possibili, ma assolutamente raggiungibili attraverso un know how innovativo e economicamente sostenibile...  (libertà e bellezza curano)... e ancora 26 anni per praticare quotidianamente e poter insegnare reiki komyo, reiki karuna, yoga della risata e altre tecniche di visualizzazione e rilassamento... Perchè? Perchè adoro la mia vita e il mio lavoro! In alto troverai le diverse voci che ti porteranno alla scoperta di materiale, corsi, informazioni. Alla voce "Attività" vedrai nel dettaglio come andare oltre l' "impossibile".  Spero di poterti conoscere presto! ... e se sei un direttore o un coordinatore di una struttura e vuoi il "miglior prezzo" per un itinerario formativo che cambierà il corso della tua struttura, scrivimi. Ci sono sempre per coloro che vogliono il meglio e si impegnano per crearlo... 

ven

11

lug

2014

Ridere in libreria ad agosto

Non vedo l'ora! L'Altra Libreria di San Vito è un luogo speciale. Non trovi solo libri, ma divani, specilità da mangiare o per il corpo. Una piccola oasi di benessere per l'anima, per la mente e per il corpo. 

Ad Agosto (tutti i mercoledì) ti aspettiamo per vivere insieme la magia della felicità. Sarai portato a scoprire la forza delle 4 R dello yoga della risata, una disciplina semplice ed efficace capace di allenarti alla felicità:

* risata 

* rilassamento

* respiro

* ricostituente naturale e gratuito

... Non mancare. Iscritivi subito perchè l'evento è gratuito ma i posti sono limitati...

... e ricorda: porta con te un quaderno per gli appunti, una copertina e tanta voglia di essere più felice...

Ti aspetto! 

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lun

23

giu

2014

Buona estate di crescita a tutti…

C'è una frase di Marco Aurelio che ho scritto sulla mia agenda. "La vera sapienza è vedere gli eventi della vita in questi termini: Sei qui per il mio beneficio, anche se tentano di farmi credere il contrario." E tutto volge a vantaggio di un individuo quando affronta una situazione in questo modo: "sei proprio quello che stavo cercando". Tutto ciò che accade nella vita è il materiale giusto per promuovere la tua crescita e la crescita di coloro che stanno attorno a te. Questa, in una parola, è arte e quest'arte si chiama "vita". E' un'arte che si addice agli dei e agli uomini. Ogni cosa ha un suo scopo specifico e cela una benedizione"

... Buona estate a tutti! ... E se puoi durante questo tempo trova un po' di tempo per te. Leggi, studia, approfondisci. Non restare in superficie. Buttati dentro, sporcati, va oltre il tuo limite... Alza l'asticella. Renditi una persona migliore. Perchè sai, tutti invecchiamo, ma non tutti cresciamo. Per crescere serve impegno, dedizione, autodisciplina. L'estate è per me tempo per darci dentro! Verso fine luglio mi fermerò in "tana" e tra riposo e tempo per me, leggerò tanto e mi dedicherò alla scrittura dei miei due prossimi libri che a novembre saranno editi da Maggioli Editore: "Educare alla felicità nei servizi socio sanitari" e "De-mente? No! Sente-mente!"... va al calendario dei corsi estivi che proporrò. Ti aspetto per crescere insieme! 

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mar

27

mag

2014

DE-MENTE? NO! SENTE-MENTE…

leggi di più 4 Commenti

mer

14

mag

2014

"ESSERE" nucleo alzheimer: l'esperienza di Pinzolo (Tn)

Nucleo: ovvero spazio ambientale e culturale in grado di accogliere temporaneamente  persone affette da disorientamento cognitivo con disturbi del comportamento  e creare per loro, per gli operatori e per le famiglie ben – essere. Ecco la definizione con la quale ci siamo sin da subito confrontati nel nostro staff di direzione con la consulente Letizia Espanoli, formatrice e consulente.

 

Il viaggio che da qui ha preso forma ci ha portati a guadagnare occhi nuovi per guardare alle persone affette da demenza non come dei  problemi da gestire, terapie da aumentare, utenti da legare ma persone ancora ricche emotivamente che necessitavano di uno spazio adeguato e di operatori capaci di interpretare i loro “sintomi”. Sin da subito abbiamo compreso che i “sintomi” della malattia spesso non erano altro che il desiderio disperato di una persona di esprimere i suoi desideri, il suo malessere fisico (dolore fisico, stipsi…), i suoi dolorosi ricordi…

 

La raccolta della biografia  del futuro residente narrata da coloro che lo hanno amato è diventata una importante prassi per entrare nella “storia” della persona: i suoi valori, le sue passioni, le sue paure, i successi ed i fallimenti uniti a una profonda conoscenza della sua canzone preferita, gli hobbies che davano senso al suo tempo libero, i suoi lavori, le persone significative che ha amato…  La persona non è l’insieme delle sue ADL, IADL… ma è molto di più. Ecco allora che l’accoglienza deve incontrare un corpo ma anche un’anima…

 

E poi la giornata di vita… flessibile e ricca di stimoli (dal fare il pane insieme, al lavare le tazze, a vivere l’ambiente interagendo con esso. Povera di regole “inutili”. Priva di orari di alzata, messa a letto, bagni. Al mattino viene rispettato il risveglio naturale, la sera le persone si coricano secondo le loro necessità ed abitudini… Spesso i disturbi di comportamento delle persone affette da demenza possono essere considerati come “resistenza all’assistenza”. Rendendo fluida e gentile la relazione ovviamente molti di questi si annullano i primi giorni di vita del residente nel nucleo.

 

A sei mesi di avvio dell’attività i risultato ottenuti sono:

n  ASSENZA DI CONTENZIONE FISICA

n  ASSENZA DI CONTENZIONE FARMACOLOGICA E DIMINUZIONE SIGNIFICATIVA DELLA TERAPIA SEDATIVA

n  DIMINUZIONE DELLO STRESS FAMIGLIARI

n  PIU’ MOTIVAZIONE NEI DIPENDENTI

n  VALUTAZIONE DEL DOLORE FISICO E INTERVENTO CON ANTIDOLORIFICI

n  SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DI LASSATIVI DI OGNI GENERE A FRONTE DI UN MODELLO NUTRIZIONALE ADEGUATO  (minicolazione, colazione, merenda, pranzo, merenda, cena, cioccolatino prima della notte e tanta corretta idratazione con roibos aromatizzato e gradevole)

 

Lavorare con i malati di Alzheimer vuol dire innanzitutto che abbiamo a che fare con delle persone, degli esseri umani come noi, che amano, lottano, sognano, soffrono, sperano... Lavorare con loro vuol dire credere nel valore della vita, nella forza che essa ha. Con loro c’è sempre qualcosa da fare! Ricordate Patch Adams? “Noi non curiamo la malattia. Perché di fronte alla malattia o si vince o si perde. Noi curiamo la persona. E quando curiamo la persona si vince sempre” Di fronte all’inefficacia dei farmaci o di altre cure, sappiamo quanto sia necessario andare oltre, sappiamo che la risata o il tocco ci possono portare in un campo infinito di possibilità, che la presenza di animale può davvero portare una serenità interiore…

Lavorare con loro vuol dire sapere che ognuno è indispensabile, ma sopra tutti lui. E’ lui che ha delle risorse incredibili, anche ora, alla fine del suo cammino. Non lo guariremo mai ma potremo rendere più vivibile ogni suo attimo di vita.

 

Siamo felici di questo cammino intrapreso, sappiamo quanto sarà dura percorrerlo in coerenza e disciplina ma sentiamo che la strada intrapresa è l’unica possibile per fare del nostro lavoro l’occasione per vivere una vita davvero ricca di significati.

 

 

Scritto da:

* Lorena Dalbon – coordinatrice socio sanitaria APSP Collini – Pinzolo (Tn)

* Letizia Espanoli – formatrice e consulente in area socio sanitaria –

 

 

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sab

19

apr

2014

La violenza in ambito socio sanitario

in tantissimi in questi giorni mi avete scritto privatamente per chiedere la mia opinione. E' sempre doloroso rimanere attoniti a guardare immagini brutali e violente. E' vero. Dopo la chiusura dei lager, tale parola risale agli onori della cronaca solo quando si parla delle nostre Rsa, dei servizi per le persone fragili. Senza voler trovare scuse agli operatori che diventano carnefici dobbiamo però porre, come primo punto di ogni ragionamento, che il lavoro socio sanitario è difficile. E lo diventa in modo direttamente proporzionale al tipo di persone di cui ci prendiamo cura: più non autosufficienti sono, più è possibile che qualcosa nel cuore e nella mente dell'operatore si crei. La persona da assistere diventa paziente, portatore di bisogni. Il paradigma assistenziale diventa quello del "fare". I modelli organizzativi creano protocolli, procedure, piani di lavoro per essere certi che il lavoro sia ben svolto. Definiscono orari e creano parole disumanizzanti: messe a letto, recupero della funzionalità residue, ospite (e allora chi è il padrone di casa?), deambulazione assistita (ma forse passeggiata è meno dignitoso?)... L'operatore fragile si ritrova dentro un modello organizzativo che "crea" comportamenti anomali. Da una parte, nella carta dei servizi enuncia che al centro metterà la persona e poi in realtà porrà come importante solo il "fare": letti rifatti entro le ore..., piano settimanale dei bagni... Questo tipo di modello organizzativo, basato per lo più su una cultura "cartesiana", può senz'altro vivere sotto forme più evolute che propongono formazione agli operatori, la maggior parte della quale sarà orientata tuttavia al "saper fare": insegneremo agli operatori che lavorano con i malati di alzheimer qualche terapia non farmacologica che va di moda (la terapia della foca, la terapia della bambola...), dipingeremo qualche muro o creeremo qualche giardino... ma tutto questo non inciderà nel cuore e nelle menti delle persone che lavorano.
Affinchè la forma-azione abbia successo essa deve essere oggi principalmente "de-formazione" dei pensieri strutturati e inutili (non ci si deve coinvolgere, le persone non capiscono niente, il mio ente non capisce...) e creare modelli che ripartono proprio dalle persone che prestano le loro attività. La formazione diventa allora motivazione, entusiasmo, risveglio di talenti e possibilità, sdoganamento di desideri interiori (solo una persona felice che desidera per se stessa il meglio può vedere nell'altro fragile i suoi desideri). Diventa viaggio nei valori personali che possono diventare poi quelli della squadra. I dirigenti oggi devono diventare capaci di risvegliare il coach dentro di loro (le squadre non si comperano in farmacia, si creano)... 
Solo allora può iniziare un viaggio negli staff di direzione per creare armonia tra quanto enunciamo, le parole che usiamo, le carte che scriviamo, le azioni che svolgiamo... Un viaggio che merita la pena di fare per fermare questa violenza che distrugge troppe anime (residenti, famigliari e operatori). E' tempo di dire basta! E' tempo di innovazione e rivoluzione...

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ven

11

lug

2014

Ridere in libreria ad agosto

Non vedo l'ora! L'Altra Libreria di San Vito è un luogo speciale. Non trovi solo libri, ma divani, specilità da mangiare o per il corpo. Una piccola oasi di benessere per l'anima, per la mente e per il corpo. 

Ad Agosto (tutti i mercoledì) ti aspettiamo per vivere insieme la magia della felicità. Sarai portato a scoprire la forza delle 4 R dello yoga della risata, una disciplina semplice ed efficace capace di allenarti alla felicità:

* risata 

* rilassamento

* respiro

* ricostituente naturale e gratuito

... Non mancare. Iscritivi subito perchè l'evento è gratuito ma i posti sono limitati...

... e ricorda: porta con te un quaderno per gli appunti, una copertina e tanta voglia di essere più felice...

Ti aspetto! 

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lun

23

giu

2014

Buona estate di crescita a tutti…

C'è una frase di Marco Aurelio che ho scritto sulla mia agenda. "La vera sapienza è vedere gli eventi della vita in questi termini: Sei qui per il mio beneficio, anche se tentano di farmi credere il contrario." E tutto volge a vantaggio di un individuo quando affronta una situazione in questo modo: "sei proprio quello che stavo cercando". Tutto ciò che accade nella vita è il materiale giusto per promuovere la tua crescita e la crescita di coloro che stanno attorno a te. Questa, in una parola, è arte e quest'arte si chiama "vita". E' un'arte che si addice agli dei e agli uomini. Ogni cosa ha un suo scopo specifico e cela una benedizione"

... Buona estate a tutti! ... E se puoi durante questo tempo trova un po' di tempo per te. Leggi, studia, approfondisci. Non restare in superficie. Buttati dentro, sporcati, va oltre il tuo limite... Alza l'asticella. Renditi una persona migliore. Perchè sai, tutti invecchiamo, ma non tutti cresciamo. Per crescere serve impegno, dedizione, autodisciplina. L'estate è per me tempo per darci dentro! Verso fine luglio mi fermerò in "tana" e tra riposo e tempo per me, leggerò tanto e mi dedicherò alla scrittura dei miei due prossimi libri che a novembre saranno editi da Maggioli Editore: "Educare alla felicità nei servizi socio sanitari" e "De-mente? No! Sente-mente!"... va al calendario dei corsi estivi che proporrò. Ti aspetto per crescere insieme! 

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mar

27

mag

2014

DE-MENTE? NO! SENTE-MENTE…

E' nato da una intuizione. Hai presente? Una di quelle che ti folgorano e ti rimbalzano per ogni cellula, quasi fosse la pallina di un flipper. Uno squarcio si è aperto davanti a me. Familiari accompagnati a vivere la demenza come tempo di amore, di possibilità, di vita ... Se postessimo scegliere, nessuno vorrebbe essere malato oppure avere un famigliare ammalato. Ma la vita, Bella e Monella, ci mette alla prova. Ecco allora che la malattia diventa tempo di sconfitta, di paura, di incertezza... ma se proviamo a cambiare occhiali, essa diventa anche tempo di possibilità, di crescita, di parole sussurrate, di rinnovati gesti di amore... Ecco cosa vuole rappresentare SENTE-MENTE. Un paio di lenti con le quali vivere le demenze. 

Sente-mente ha già il suo gruppo Facebook (https://www.facebook.com/pages/Sente-Mente/728260583902800) ... e nei prossimi giorni arriverà il sito...

Se vuoi far parte di questo progetto e far parte dei primi 30 operatori che saranno formati a partecipare al primo training a gennaio scrivimi per ricevere la brochure del progetto.

Buona rivoluzione a tutti! 

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mer

14

mag

2014

"ESSERE" nucleo alzheimer: l'esperienza di Pinzolo (Tn)

Nucleo: ovvero spazio ambientale e culturale in grado di accogliere temporaneamente  persone affette da disorientamento cognitivo con disturbi del comportamento  e creare per loro, per gli operatori e per le famiglie ben – essere. Ecco la definizione con la quale ci siamo sin da subito confrontati nel nostro staff di direzione con la consulente Letizia Espanoli, formatrice e consulente.

 

Il viaggio che da qui ha preso forma ci ha portati a guadagnare occhi nuovi per guardare alle persone affette da demenza non come dei  problemi da gestire, terapie da aumentare, utenti da legare ma persone ancora ricche emotivamente che necessitavano di uno spazio adeguato e di operatori capaci di interpretare i loro “sintomi”. Sin da subito abbiamo compreso che i “sintomi” della malattia spesso non erano altro che il desiderio disperato di una persona di esprimere i suoi desideri, il suo malessere fisico (dolore fisico, stipsi…), i suoi dolorosi ricordi…

 

La raccolta della biografia  del futuro residente narrata da coloro che lo hanno amato è diventata una importante prassi per entrare nella “storia” della persona: i suoi valori, le sue passioni, le sue paure, i successi ed i fallimenti uniti a una profonda conoscenza della sua canzone preferita, gli hobbies che davano senso al suo tempo libero, i suoi lavori, le persone significative che ha amato…  La persona non è l’insieme delle sue ADL, IADL… ma è molto di più. Ecco allora che l’accoglienza deve incontrare un corpo ma anche un’anima…

 

E poi la giornata di vita… flessibile e ricca di stimoli (dal fare il pane insieme, al lavare le tazze, a vivere l’ambiente interagendo con esso. Povera di regole “inutili”. Priva di orari di alzata, messa a letto, bagni. Al mattino viene rispettato il risveglio naturale, la sera le persone si coricano secondo le loro necessità ed abitudini… Spesso i disturbi di comportamento delle persone affette da demenza possono essere considerati come “resistenza all’assistenza”. Rendendo fluida e gentile la relazione ovviamente molti di questi si annullano i primi giorni di vita del residente nel nucleo.

 

A sei mesi di avvio dell’attività i risultato ottenuti sono:

n  ASSENZA DI CONTENZIONE FISICA

n  ASSENZA DI CONTENZIONE FARMACOLOGICA E DIMINUZIONE SIGNIFICATIVA DELLA TERAPIA SEDATIVA

n  DIMINUZIONE DELLO STRESS FAMIGLIARI

n  PIU’ MOTIVAZIONE NEI DIPENDENTI

n  VALUTAZIONE DEL DOLORE FISICO E INTERVENTO CON ANTIDOLORIFICI

n  SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DI LASSATIVI DI OGNI GENERE A FRONTE DI UN MODELLO NUTRIZIONALE ADEGUATO  (minicolazione, colazione, merenda, pranzo, merenda, cena, cioccolatino prima della notte e tanta corretta idratazione con roibos aromatizzato e gradevole)

 

Lavorare con i malati di Alzheimer vuol dire innanzitutto che abbiamo a che fare con delle persone, degli esseri umani come noi, che amano, lottano, sognano, soffrono, sperano... Lavorare con loro vuol dire credere nel valore della vita, nella forza che essa ha. Con loro c’è sempre qualcosa da fare! Ricordate Patch Adams? “Noi non curiamo la malattia. Perché di fronte alla malattia o si vince o si perde. Noi curiamo la persona. E quando curiamo la persona si vince sempre” Di fronte all’inefficacia dei farmaci o di altre cure, sappiamo quanto sia necessario andare oltre, sappiamo che la risata o il tocco ci possono portare in un campo infinito di possibilità, che la presenza di animale può davvero portare una serenità interiore…

Lavorare con loro vuol dire sapere che ognuno è indispensabile, ma sopra tutti lui. E’ lui che ha delle risorse incredibili, anche ora, alla fine del suo cammino. Non lo guariremo mai ma potremo rendere più vivibile ogni suo attimo di vita.

 

Siamo felici di questo cammino intrapreso, sappiamo quanto sarà dura percorrerlo in coerenza e disciplina ma sentiamo che la strada intrapresa è l’unica possibile per fare del nostro lavoro l’occasione per vivere una vita davvero ricca di significati.

 

 

Scritto da:

* Lorena Dalbon – coordinatrice socio sanitaria APSP Collini – Pinzolo (Tn)

* Letizia Espanoli – formatrice e consulente in area socio sanitaria –

 

 

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sab

19

apr

2014

La violenza in ambito socio sanitario

in tantissimi in questi giorni mi avete scritto privatamente per chiedere la mia opinione. E' sempre doloroso rimanere attoniti a guardare immagini brutali e violente. E' vero. Dopo la chiusura dei lager, tale parola risale agli onori della cronaca solo quando si parla delle nostre Rsa, dei servizi per le persone fragili. Senza voler trovare scuse agli operatori che diventano carnefici dobbiamo però porre, come primo punto di ogni ragionamento, che il lavoro socio sanitario è difficile. E lo diventa in modo direttamente proporzionale al tipo di persone di cui ci prendiamo cura: più non autosufficienti sono, più è possibile che qualcosa nel cuore e nella mente dell'operatore si crei. La persona da assistere diventa paziente, portatore di bisogni. Il paradigma assistenziale diventa quello del "fare". I modelli organizzativi creano protocolli, procedure, piani di lavoro per essere certi che il lavoro sia ben svolto. Definiscono orari e creano parole disumanizzanti: messe a letto, recupero della funzionalità residue, ospite (e allora chi è il padrone di casa?), deambulazione assistita (ma forse passeggiata è meno dignitoso?)... L'operatore fragile si ritrova dentro un modello organizzativo che "crea" comportamenti anomali. Da una parte, nella carta dei servizi enuncia che al centro metterà la persona e poi in realtà porrà come importante solo il "fare": letti rifatti entro le ore..., piano settimanale dei bagni... Questo tipo di modello organizzativo, basato per lo più su una cultura "cartesiana", può senz'altro vivere sotto forme più evolute che propongono formazione agli operatori, la maggior parte della quale sarà orientata tuttavia al "saper fare": insegneremo agli operatori che lavorano con i malati di alzheimer qualche terapia non farmacologica che va di moda (la terapia della foca, la terapia della bambola...), dipingeremo qualche muro o creeremo qualche giardino... ma tutto questo non inciderà nel cuore e nelle menti delle persone che lavorano.
Affinchè la forma-azione abbia successo essa deve essere oggi principalmente "de-formazione" dei pensieri strutturati e inutili (non ci si deve coinvolgere, le persone non capiscono niente, il mio ente non capisce...) e creare modelli che ripartono proprio dalle persone che prestano le loro attività. La formazione diventa allora motivazione, entusiasmo, risveglio di talenti e possibilità, sdoganamento di desideri interiori (solo una persona felice che desidera per se stessa il meglio può vedere nell'altro fragile i suoi desideri). Diventa viaggio nei valori personali che possono diventare poi quelli della squadra. I dirigenti oggi devono diventare capaci di risvegliare il coach dentro di loro (le squadre non si comperano in farmacia, si creano)... 
Solo allora può iniziare un viaggio negli staff di direzione per creare armonia tra quanto enunciamo, le parole che usiamo, le carte che scriviamo, le azioni che svolgiamo... Un viaggio che merita la pena di fare per fermare questa violenza che distrugge troppe anime (residenti, famigliari e operatori). E' tempo di dire basta! E' tempo di innovazione e rivoluzione...

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