E-book #LAVITANONFINISCECONLADIAGNOSI (ITA)

12,00

Scritto da Letizia Espanoli
In collaborazione con Elena Mantesso

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Ho imparato che la cosa più importante per stare accanto a una che con-vive con la demenza è il nostro modo di essere. Queste persone non vivono in base alla ragione, alla comprensione cognitiva, alle spiegazioni, ma in base ai sentimenti. Le cose più importanti che possiamo offrire loro sono la nostra calma, presenza, pace e serenità interiore e gentilezza.

Ho imparato che è importante accendere dentro noi stessi un estratto di disobbedienza, quella che ci consente il coraggio dei pensieri ribelli, quella che ti “spettina”, che ti spinge a guardare oltre e perché no, ad agire oltre le consuetudini, quella che ti consente di intuire la presenza di una luce nelle tenebre della paura e dello sconforto.

Ho imparato che le persone che con-vivono con la demenza non hanno bisogno di essere continuamente stimolate a fare attività. Hanno piuttosto una disperata necessità di essere apprezzate per ciò che ancora vibra in loro perché nessuno di noi sarà mai un guscio vuoto, un avanzo, un residuo o una abilità da recuperare.

Ho imparato che nel cuore di tutti noi (malati, familiari, operatori) ci sono innumerevoli istanti che nessuno mai ci porterà via, neanche il signor Alzheimer.

Ho imparato che il loro sentire è qui, presente, in ogni istante. É il nostro che deve essere allenato ogni giorno e che deve trovare riparo dalla ferocia della mente che tutto vuol comprendere e spiegare.

Ho imparato che c’è una meraviglia da nutrire e coltivare, quella che ti illumina gli occhi e ti rende capace di vedere la Bellezza dentro di te e attorno a te. É compito di ogni professionista della cura e della relazione s-velare la Bellezza
che è dentro ciascuno. Nel cuore della Bellezza vibra la possibilità di esistere, essere se stessi. Già, la ricerca e la tutela della bellezza come uno degli antidoti alla catena di montaggio dell’assistenza.

Ho imparato che proprio nella Bellezza c’è tutta l’essenza della Vita. É la Bellezza che accoglie in sé l’energia, la forza, la dignità. É il prodotto alchemico della Meraviglia e dello Stupore, dell’anima che sa sottolineare ciò che si può fare ed essere.

Ho imparato che il Dolore ti lacera le budella, che la rabbia ti erode dentro e ti conduce nel labirinto dei “Perché proprio a me”, “perché proprio a lui”. Ho imparato che nello sguardo denso di pietà si nasconde l’incapacità a procedere, ad andare oltre. Tra le sue pieghe tuttavia pulsa e germoglia la più grande scuola della Vita: il dolore che attraversato si trasforma in nuove possibilità. Essere allievo diligente alle lezioni di questa scuola crea dentro ciascuno di noi forza e consapevolezza, ma soprattutto la certezza che la malattia non è venuta a portare via, a danneggiare e ferire. Essa viene trasformata, giorno dopo giorno, in sguardi, carezze, sorrisi inaspettati e capaci di diventare “ricordi” inossidabili per il tempo dell’Assenza. L’unico time out che possiamo creare dal dolore e della fatica è negli istanti di magia che possiamo vivere insieme alle persone che amiamo, nel silenzio di una relazione che non ha bisogno di parole per esistere, poichè sa nutrirsi di presenza di amore.

Letizia Espanoli
Elena Mantesso