Piano delle demenze per l’amministrazione comunale

La nostra proposta per il Territorio si articola in un percorso di cinque tappe rivolto parallelamente a coloro che operano nel settore socio-sanitario del Comune (Volontari, Operatori dell’Assistenza Domiciliare, Assistenti Sociali, Responsabili e Assessori dei Servizi Sociali) e alle famiglie del Territorio di persone malate di demenza, nonché a tutte le persone coinvolte nella comunità. E’ importante che l’amministrazione comunale deliberi la sua adesione (il format della delibera sarà suggerito dal Felicitatore) e coinvolga tutti gli organi di stampa locale (giornali cartacei, giornali on line, tv locali, radio locali magari attraverso una conferenza stampa) per far arrivare le informazioni alle famiglie. Il Felicitatore e l’Ufficio Stampa del Sente-mente®  team sono a disposizione dell’amministrazione.

1. Una serata di presentazione
“La Sente-Mente® Comunità: occhi e idee nuove per avere cura delle persone che con-vivono con la demenza e le loro famiglie”

Contenuti e modalità:
Un’occasione di presentazione al Territorio per offrire l’opportunità di ascoltare studi e esperienze rivoluzionari sul tema della demenza. E’ tempo di intraprendere e percorrere strade nuove, di fermarsi a riflettere su nuovi spunti di riflessioni, su idee e intuizioni per rinnovare la propria realtà.
Una serata in cui emergerà l’idea che vi è la possibilità di vivere la relazione con la persona affetta da demenza (come operatore, familiare o semplicemente cittadino) come una grande opportunità di crescita e amore.
Verrà presentato il per-corso scelto e intrapreso dall’Amministrazione – facendo riferimento alle tempistiche e alle occasioni formative.
La serata di presentazione verrà condotta dalla Dott.ssa Letizia Espanoli ideatrice del Sente-Mente® Progetto o da un suo allievo, Felicitatore del Sente-mente® Modello

Obiettivi:
• Presentazione del “Sente-Mente® Progetto” comunità amica
• Formazione e sensibilizzazione sul tema del prendersi cura delle persone con demenza e sul benessere dei loro familiari;
• Confronto su idee per con-siderare le fatiche e le opportunità nella malattia.

Destinatari:
La serata informativa è aperta alla cittadinanza, in particolare è pensata per coloro che sono sensibili al tema dell’aver cura delle persone che con-vivono con la demenza e ai loro familiari. E’ importante che alla serata l’amministrazione inviti tutti i presidenti delle associazioni locali, le parrocchie, i responsabili economici (esercenti, imprenditori di aziende locali, i dirigenti delle banche locali…). E’ di fondamentale importanza che la divulgazione dell’informazione segua canali istituzionali (radio, tv, locandine), ma anche informali (nodi della rete attraverso whatsapp mirati, contatti personali, profili facebook…).

Tempi e spazi:
La serata di presentazione si svolgerà in orario serale – indicativamente dalle 20.30 alle 22.30. L’incontro si svolgerà in una sala adibita a conferenze della Comunità (capienza circa 100 persone). Il Committente si impegna ad individuare questa sala e ad offrirne l’utilizzo gratuitamente.

2. “59 minuti per spettinare le demenze”

Il Felicitatore locale sarà a disposizione del Responsabile dei Servizi Sociali e della Cultura per organizzare brevi incontri (59 minuti) con più persone possibili del territorio, capaci di presentare “chi è” una persona che con-vive con la demenza letta in chiave “Sente-Mente®”
Potranno essere coinvolti e strutturati appuntamenti da “59 minuti” con il Consiglio Comunale, con la Polizia Comunale e l’eventuale Stazione dei Carabinieri locale, con i Presidenti delle Associazioni Locali, con gli Esercenti Economici, con i gruppi bancari presenti nella Comunità, con alcuni imprenditori locali, con l’Associazione Alzheimer presente sul territorio, con gli Assistenti Domiciliari e Sociali, con i Servizi Residenziali, con i Presidi e gli insegnanti delle Scuole, con gli alunni delle scuole…

3. Presentazione del progetto al Vescovo con attivazione di un progetto parallelo - “Parrocchie amiche delle persone che vivono con la demenza”

Il Felicitatore incontrerà il Vescovo per presentargli il progetto e per proporre ai parroci la possibilità di:
1. vivere un’edizione di “59 minuti per spettinare le demenze” ad un incontro di formazione ai parroci delle diverse parrocchie
2. organizzare, con i parroci disponibili un’edizione di “59 minuti per spettinare le demenze” in parrocchia
3. organizzare un progetto diocesano “le Sente-Menti famiglie gemelle” ovvero formando nuclei famigliari capaci di sostenere, sollevare, accompagnare in modo preparato e formato famiglie o persone sole

4. I Sente-Mente® Laboratori
“Fari di possibilità sul Territorio”

Contenuto e modalità:
I Sente-Mente® Laboratori, che saranno attivati a seguito dell’avviamento di questo per-corso proposto al Territorio, sono occasioni di incontro per i familiari/caregiver delle persone che con-vivono con la demenza.
Durante questi incontri le famiglie verranno allenate alla resilienza, alla possibilità e condotte oltre lo stato di impotenza così difficile nella malattia. Di incontro in incontro esse potranno guardare con occhi nuovi alla persona che amano: #lavitanonfinisceconladiagnosi. La malattia non è solo tempo di fatiche ma può diventare l’inizio di un percorso di possibilità.

Si tratta di un percorso di crescita che avviene non tanto attraverso l’uso della parola, ma attraverso la sperimentazione diretta di situazioni trasformanti. Crediamo infatti che non ci sia conoscenza senza esperienza. Durante ciascun incontro quindi, si sviluppa un argomento, attraverso la disamina di una delle 12 parole-chiave. Vengono poi proposte delle esperienze pratiche, in misura preponderante rispetto alla trattazione teorica. Ai partecipanti vengono anche proposte delle esperienze da svolgere a casa nel corso della settimana, per consolidare, radicare e seminare nuove consapevolezze.

I Sente-Mente® Laboratori saranno condotti da un Felicitatore, professionista dell’area socio-sanitaria che ha frequentato il “Sente-Mente® Training” ed ottenuto da Letizia Espanoli l’autorizzazione all’apertura. Ogni Felicitatore, durante il Laboratorio, riceve costante supervisione dal “Team di Supervisione” guidato da Letizia Espanoli. Il laboratorio può essere condotto unicamente da professionisti debitamente formati all’utilizzo del modello, che ottengono così la qualifica di Felicitatore e sono inseriti nell’elenco ufficiale consultabile sul sito www.letiziaespanoli.com.

Obiettivi:
• Aumentare la serenità interiore dei partecipanti offrendo strumenti per vivere istanti di felicità nonostante la malattia;
• Allenare l’intelligenza emotiva vivendo strumenti capaci di stimolare la focalizzazione, il rilassamento, la gratitudine, il perdono;
• Offrire una nuova visione della malattia sperimentando tecniche per affrontare la malattia del proprio caro e migliorare la qualità della vita dell’intera famiglia.

Destinatari:
I laboratori sono rivolti ai familiari delle persone che con-vivono con la demenza.

Tempi e spazi:
I Laboratori sono organizzati in n. 12 incontri di 2 ore ciascuno in orario tardo pomeridiano/serale da stabilire con il Felicitatore.
I laboratori verranno condotti in una sala che può accogliere circa 20 persone, dove verranno predisposte delle sedie.

Promozione:
Il ciclo di Laboratori verrà promosso attraverso la diffusione su canali social e attraverso il contatto e la distribuzione alle Associazione del Territorio, attraverso la mail list delle Amministrazioni comunali, attraverso il contatto personale dei Medici di Medicina Generale e degli Assistenti sociali del territorio con le famiglie che potrebbero trarre beneficio dal per-corso

5. I risultati dei Sente-Mente® Laboratori e del progetto raccontato alla popolazione
“Fari di possibilità sul Territorio”

E’ importante che i risultati del progetto siano condivisi con tutta la popolazione. Ecco allora l’importanza della realizzazione della serata conclusiva nella quale saranno presentati i dati, una relazione per la Giunta, una presenza in Consiglio Comunale per la restituzione dei dati, comunicato stampa finale dell’esperienza (l’ufficio stampa di Sente-Mente® è a disposizione dell’amministrazione)

Oltre a tutto questo l’amministrazione comunale potrà:
• All’ingresso dell’area comunale, accanto al nome del comune, creare una insegna con “Comune di____” “Sente-mente® Comunità Amica delle persone che con-vivono con la demenza”
• Dedicare una rotonda all’ingresso del territorio comunale al progetto creando parole chiave intorno alla demenza capaci di andare oltre alla drammaturgia e lasciare nel cuore di chi passa un’orma di positività e bellezza
• Inserire nel sito dell’Amministrazione il progetto e le possibilità che esso apre ai propri cittadini
• Utilizzo del marchio per raccontare l’esperienza nel blog del sito, in momenti riservati alla valutazione del progetto e condivisi con la stampa (l’ufficio stampa di Sente-mente® è a disposizione)
• Stampare (su base condivisa con tutti i comuni italiani) un Roll-Up all’ingresso del Municipio per far conoscere il progetto
• Indire, con la partecipazione del Felicitatore, la conferenza stampa per dare visibilità all’onorificenza
• Il Sindaco e l’Assessore saranno intervistati dal Felicitatore e l’intervista sarà caricata sul canale You Tube del Progetto per la condivisione nazionale
• Ospitare una tappa della presentazione dei nuovi libri di Letizia Espanoli
• Organizzare, in collaborazione con il Felicitatore, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer e con le associazioni locali, un evento dedicato alla demenza (21 settembre di ogni anno)

Considerazioni iniziali

La cura e l’assistenza alla persona affetta da demenza, è molto complessa, porta con sé una molteplicità di aspetti da ri-considerare. In questi anni è aumentata la diffusione della malattia di Alzheimer, i dati raccolti dal WHO (World Health Statistics – 2012) ci indicano che gli over 60 rappresentano il 15% della popolazione europea, con un incremento del 30% rispetto al 1980 e con la prospettiva di raggiungere il 25% della popolazione nel 2050. Ogni 3 secondi nel mondo una persona sviluppa la demenza e più della metà delle persone affette da demenza vive in Paesi a basso e medio reddito, dove solo il 10% dei malati riceve una diagnosi.

La conseguenza di questo notevole incremento è il bisogno delle famiglie di conoscere nuovi modi per entrare in relazione con la persona, imparare strumenti per gestire e migliorare la propria situazione di stress legata all’aver cura e impadronirsi di linguaggi innovativi per interpretare i comportamenti speciali della persona affetta da demenza.

Il principio generale che sostiene da anni l’Alzheimer’s Disease International (ADI) è l’emergente necessità di dare una risposta globale e locale alla demenza. Tale organizzazione è una Federazione Internazionale di 85 Associazioni Alzheimer di tutto il mondo che intrattengono relazioni ufficiali con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Un principio più volte affermato quest’anno, durante la 70esima Assemblea mondiale sulla Sanità (svoltasi a Ginevra, Svizzera, dal 22 al 27 maggio 2017) che ha adottato il “Piano Globale di Azione sulla Riposta di Salute Pubblica alla Demenza 2017-2025”, invitando i governi a raggiungere precisi obiettivi sul fronte di una maggiore consapevolezza della demenza, della riduzione dei rischi, della diagnosi e assistenza, del supporto ai familiari e ai caregiver e dello sviluppo della ricerca in questo ambito.

Il “Piano” affronta i principali problemi della politica sulla demenza, con l’obiettivo di ridurne l’impatto a livello locale e globale. Esso segna un passo importante nella lotta alla demenza poiché apre una nuova prospettiva sulla diagnosi, sull’assistenza e sulla terapia, fornendo un quadro utile ai governi per migliorare la vita di milioni di persone.
Il “Piano”, approvato dalla storica decisione dell’Oms, chiede ai governi di destinare finanziamenti mirati alle sette aree di intervento previste – tra i quali l’aumento della consapevolezza dei governi, delle comunità, dei Territori e delle Associazioni Alzheimer sul tema della demenza – vera chiave per progredire – quanto che il sostegno ai familiari e ai caregiver suggerendo e prevedendo programmi mirati per sostenerli nella vita quotidiana.

Questo importante documento inoltre raccomanda: “ Consapevolezza e Comunità amiche della Demenza. I governi e le associazioni Alzheimer dovrebbero lavorare insieme per aumentare la consapevolezza della demenza, che è la vera chiave per poter progredire” e potremmo aggiungere, per uscire dallo stigma che la demenza crea tra le persone

Kate Swaffer, Presidente di Dementia Alliance International, lei stessa affetta da demenza, afferma: “Quelli di noi che vivono con la demenza hanno bisogno di questi piani per vivere il meglio possibile per il massimo tempo possibile”

Sentiamo, a fronte di questi sviluppi, che sia tempo per le Amministrazioni Comunali di farsi carico e investire risorse su questa emergenza sociale. E’ giunto il tempo per i Servizi Sociali di Base di ideare e progettare servizi capaci di creare luoghi di ascolto e ri-elaborazione del tempo della demenza. Ecco da cosa nasce la proposta di adesione ad un piano delle demenze (Vedi Paragrafo 4), rivolto alla Comunità e alle famiglie delle persone che con-vivono con la demenza.

Le famiglie chiedono servizi capaci di rispondere ai loro bisogni e alle loro difficoltà quotidiane – desiderosi di suggerimenti e strumenti pratici e innovativi per far fronte a situazioni dolorose di isolamento sociale.

La proposta di progettualità per la comunità che stiamo per presentare offre un punto di vista capace di andare oltre l’impotenza della malattia e vuole mandare un segnale importante della vostra sensibilità e attenzione a questa problematica. Vuole raggiungere le famiglie, i malati e gli Operatori residenti nella vostra Comunità.

Il Direttore de “la Repubblica” Ezio Mauro e il sociologo, di recente scomparsa, Zygmunt Bauman nel loro ultimo libro sintetizzano bene la situazione socio-economica odierna e gli scenari che la rappresentano, affermando: “Siamo sospesi tra il “non più” e il “non ancora”, siamo instabili per forza di cose, nulla è solido attorno a noi, nemmeno la direzione di marcia”.

Riteniamo che investire risorse nel campo della demenza debba essere una delle direzioni di marcia delle Amministrazioni Comunali vigenti – un investimento di risorse economiche, umane e sociali per stare al passo con le normative nazionali ed europee che avanzano. Attuazione quanto mai più azzeccata dello slogan: “Pensare globale, agire locale”.

Con l’adesione a tale progetto diventereste per un punto di riferimento in questa tematica e sareste nominati un “Sente-Mente® Comune amico delle persone che con-vivono con la demenza” con un riconoscimento visibile sul Territorio Nazionale, consegna dell’attestato di onorificenza durante un Consiglio Comunale e l’ inserimento nella mappa dei comuni amici su www.letiziaespanoli.com/sente-mente/ che diventerà attivo verso la fine del secondo semestre 2018

Il mondo socio-sanitario risente di una statica situazione culturale. Le persone, durante la loro formazione, imparano nozioni, leggi e procedure per svolgere al meglio le diverse professioni. Ciò che però troppo spesso non ci viene insegnato è la necessità di rimanere aggiornati, ovvero mantenere una curiosità in grado di farci porre domande, di aver voglia di confrontarci con una mente e un cuore aperto. “C’è bisogno di persone che abbiano il desiderio del viaggio, della scoperta, persone in grado di impegnarsi, di aggiornarsi, di vivere l’entusiasmo e praticarlo tutti i giorni. C’è bisogno di andare aldilà del “si fa così perché si è sempre fatto così”, al di fuori degli schematismi, là dove osano le aquile, gli innamorati e gli intrepidi…”

Il problema: dati epidemiologici

Secondo uno studio svolto in Turchia, ci sono 44,4 milioni di pazienti di demenza in tutto il mondo, e 7,7 milioni di pazienti che vengono diagnosticati ogni anno. Questo numero dovrebbe aumentare a 75,6 milioni nel 2030 e 135,5 milioni nel 2050.

Nonostante l’incremento della malattia della demenza sia stato riconosciuto e dichiarato come emergenza sanitaria e sociale del 21° secolo, solo 29 dei 194 paesi dell’OMS hanno elaborato in questi anni piani e politiche nazionali. E’ quanto mai forte la necessità di includere la demenza nelle proprie politiche sanitarie e assistenziali.

Nel 2012 OMS e ADI commissionarono un report a quattro gruppi di esperti e a oltre venti revisori. Il report anticipò il Rapporto che venne approvato e diffuso l’11 aprile 2012. Attraverso studi di casi provenienti da tutto il mondo, il Rapporto fornisce una panoramica autorevole sull’impatto della demenza ed è la più completa raccolta di dati, comprese le statistiche provenienti dai Paesi a basso e medio reddito. Tali dati mostrano come il problema della demenza sia globale e non solo una “malattia del mondo industriale”.

Al termine di questo Rapporto l’OMS riconosce la dimensione e la complessità della sfida della demenza ed esorta i Paesi ad inquadrare la demenza come una priorità di salute pubblica globale, nazionale, regionale e locale.

Nel 2015 si è svolta a Ginevra la “Who Ministerial Conferenze on Global Action Against Dementia”, durante la quale il Direttore generale dell’OMS ha annunciato che oltre 80 paesi hanno sottoscritto un appello ad agire, affermando: “La demenza ha costi umani elevatissimi, costi finanziari altrettanto alti ed entrambi sono destinati ad aumentare”. La sottoscrizione di tale appello ha rappresentato la più significativa espressione di impegno nei confronti della demenza.
Il più recente passaggio politico, prima di arrivare alla sottoscrizione del “Piano Globale di Azione sulla risposta di Salute Pubblica alla Demenza 2017-2025” nel Maggio 2017, è avvenuto in occasione della 140esima sessione del Comitato Esecutivo dell’OMS tenutosi a Ginevra nel Gennaio 2017.

In tale incontro Silvia Perel-Levin, Presidente del Comitato delle ONG sull’invecchiamento presso le Nazioni Unite si è raccomandata che tutti gli Stati membri dell’OMS si preparassero per raggiungere gli obiettivi del piano, presentato in bozza in quella sede, in collaborazione con le persone affette da demenza e le Associazione Alzheimer di tutto il mondo.Silvia Perel-Levin fa esplicito riferimento alla necessità di affrontare questa emergenza sociale in collaborazione con le persone affette da demenza.

Testimone di questa urgenza è Harry Urban, persona malata di demenza che il 16 gennaio 2016 scrive così:
“Ricordo ancora le sensazioni che ho avuto quando mi è stata diagnosticata 12 anni fa la demenza. Non mi sono mai sentito così spaventato e solo nella mia vita. Devo dirlo a nessuno o forse dovrei aspettare fino a tardi? Come sarà la reazione della mia famiglia quando verrà a sapere della mia diagnosi? (…)
Abbiamo bisogno di programmi per aiutare, non curare, le persone che vivono con la demenza. So che sto per essere bombardato da persone che mi dicono tutto delle organizzazioni che ci aiutano, ma non li ho mai visti quando visito una struttura di assistenza o sentito parlare di loro fino a quando non è la stagione di raccolta fondi.
Troppe persone vivono nella paura e nell'incomprensione, perché facciamo un lavoro schifoso portando la consapevolezza della demenza. Lavoriamo duramente ma non è abbastanza per alzare le nostre voci.”

E ancora, nel Novembre del 2015 Harry Urban afferma:
“Avete notato che quando qualcuno comincia a parlare di demenza, recitano le statistiche della nostra malattia? Perché non capiscono che la demenza è più che statistiche e non vanno al nocciolo del problema? (…) L'unico modo possibile per imparare quello che succede dietro le statistiche della demenza è quello di parlare con qualcuno che vive la malattia. (…) Il mondo della demenza è fatto di esigenze inesplorate e c'è tanto da imparare prima di poter capire che cosa stiamo attraversando.”.

In Italia sono circa 600 mila i malati di Alzheimer, pari al 4% della popolazione over 65. Le previsioni per i prossimi anni indicano un aumento dei casi che renderà il nostro Paese uno dei più colpiti dalla patologia. Per questi pazienti spesso insorgono problemi per tutte le fasi del percorso, dalla prevenzione alla diagnosi fino alla gestione dei comportamenti speciali. Questo determina costi molto rilevanti per i sistemi sanitari e soprattutto costi socio-assistenziali, che gravano molto sulle famiglie e sui sistemi di Welfare dei vari Paesi.

In Italia l’80% delle persone con demenza viene assistito a casa, questo ci fa comprendere quale pesante carico gravi sulle spalle dei famigliari. Proprio per questo motivo la famiglia ricerca dei servizi specifici che la possano sostenere su più fronti, sente la necessità di un supporto ulteriore in quanto si sente molto spesso abbandonata dal sistema istituzionale. Purtroppo è frequente l’insorgere di malattie legate allo stress all’interno del nucleo famigliare con anche episodi di disgregazione.

La demenza è una patologia a carattere familiare: la complessità della cura, l’impegno costante reso più problematico da una rete di servizi ancora inadeguata, le implicazioni sul piano relazionale ed emozionale, i costi economici diretti ed indiretti, mettono a dura prova l’equilibrio psicofisico del caregiver e dell’intero nucleo familiare, a sua volta in continua evoluzione.

Poiché non esiste una possibilità di trattamento per sanare questa malattia o interromperne il suo progresso, attualmente, l’obiettivo dovrebbe essere quello di migliorare o sostenere la qualità della vita dei pazienti, delle loro famiglie e dei caregiver quanto più possibile.

Il carico assistenziale dei caregiver può essere ridotto educandoli ad un modello di cura adeguato e imparando strumenti e misure necessarie per proteggere la propria vita sociale e la propria salute psicologica. Troppe volte ci siamo detti che i dementi non capiscono nulla, che sono un problema, che sono affetti da disturbi del comportamento o che sono aggressivi e agitati…

E’ arrivato il momento di aprire gli occhi e di sviluppare abilità e competenze per vivere ed essere professionisti in ambito socio-sanitario, caregiver o più in generale cittadini che hanno cura di se stessi e lavorano per costruire il proprio ben-essere e la propria felicità.

“E’ ora che come familiari comprendiamo l’urgenza di essere centrati su noi stessi e sui nostri sentimenti, oltre che sulla dedizione della cura” .

I risultati ottenuti sperimentando il Sente-Mente® modello affermano che stare accanto ad una persona affetta da demenza non presume un tempo di impotenza, bensì di accoglienza della persona e della sua malattia. La relazione che si instaura con una persona affetta da demenza è un invito ad “andare oltre”, a scoprire dentro di noi nuove risorse, a farci diventare persone ancora più ricche. La demenza non può essere solo una tragedia, può diventare un’opportunità

“Ogni persona malata di demenza diventa il mio Maestro. E così ogni mattina posso andare alla “Scuola della Demenza” per imparare la vita: a vivere nell’istante, a gioire per le piccole cose, a farmi passare in un’instante l’angoscia profonda grazie a qualcosa che attira la mia attenzione. Ciò che intuisco è che “laggiù”, laddove la ragione ha abdicato e i sensi tessono i fili dei giorni, c’è ancora vita: sorrisi, abbracci, occhi colmi di amore che si incontrano e ancora “vedono” vita… A noi spetta inforcare quelle lenti per “giocare” insieme a loro la partita decisiva.”

E’ possibile e urgente portare più Vita nella demenza. E’ possibile creare su tutto il Territorio nazionale opportunità per i cittadini e per le famiglie attraverso proposte che hanno l’obiettivo di prendersi carico della necessità, di accogliere e dare risposte alle emozioni che sentiamo, facendo leva sulle nostre abilità e sulle nostre azioni.

Opportunità offerte al Comune coinvolto nel progetto

1. Fornire ai familiari/caregiver le capacità di superare il modello “De-mente”. Sostituendolo con “sente-mente" perché se “de-mente” è inteso come privo della mente, “sente-mente” è andare oltre la razionalità pur mantenendo dentro di sé il nocciolo vitale che è la capacità di ogni essere vivente nel provare emozioni quali: la gioia, l'affetto, lo stupore, la rabbia, la paura, in tutte le sfumature percepite.
2. Rendere disponibile un efficace modello assistenziale che pone la persona al centro dell’attenzione di tutti i processi organizzativi. Ovvero un approccio all’assistenza che non si limita nel far risaltare quello che si perde a causa della malattia. E’ questo aspetto che lo rende più efficace rispetto ai modelli attuali, che focalizzano le loro azioni su quello che la persona non ha più, cioè la mancanza di capacità nel ricordare eventi recenti che inevitabilmente vengono meno con la patologia diagnosticata.
3. Avere la sicurezza di applicare un modello che rende oggettiva la consapevolezza del fatto che gli individui affetti da questa patologia possiedono fino all'ultimo respiro, la capacità di provare emozioni e soprattutto di "sentire" quelle degli altri.
4. Fare in modo che sia sempre possibile vedere, nella persona affetta da demenza, tutto il bello che ancora c'è e soprattutto quello che le persone sono ancora capaci di donare e, nonostante la diagnosi, permettere alle famiglie ed agli Operatori di acquisire una visione delle capacità della persona malata nel vivere le emozioni e quindi nella possibilità di continuare ad esistere.
5. Coinvolgere la Comunità attraverso incontri, dibattiti, incontri riservati alla Polizia Comunale, agli Esercenti economici, alle scuole presenti… per presentare in piccoli appuntamenti da “59 minuti per spettinare le demenze” chi è una persona che con-vive con la demenza e rendere la comunità quindi capace di accogliere, sostenere, non giudicare le famiglie ed i malati (Rotay, Lions, Farmacie, Scuole, Associazioni Commercianti, filiale banche e posta, centri di culto, parrocchie, associazioni di volontariato, supermercati, assistenti domiciliari, associazione albergatori, ristoranti)

Conclusioni

Il Sente-Mente® modello ha inoltre strutturato numerosi per-corsi formativi volti alla creazione di modelli organizzativi di cura per le strutture per anziani e per i servizi domiciliari e numerosi format che possono essere attivati nel territorio per migliorare la qualità dell’offerta ai cittadini e per contrastare il burn out e la fatica dei professionisti della Cura e della Relazione.

Tutti i format sono visionabili sul sito www.letiziaespanoli.com oppure potranno esservi presentati direttamente dal Felicitatore. Il progetto potrebbe ampliarsi presso i servizi socio sanitari gestiti dal comune: il servizio domiciliare (immaginando la costruzione di una task force di assistenti domiciliari appositamente formati) oppure la residenza per anziani (avviando il percorso per diventare una Sente-Mente® struttura attraverso un percorso di 3 anni: in Italia in questo momento Sente-Mente® sta portando ben 10 residenze a applicare il modello.

Nell’ultimo anno Sente-Mente® è stato apprezzato in Svizzera e negli Stati Uniti, realizzando incontri di formazione e presentazione del modello.

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