I Cinque pilastri

Il modello SENTE-MENTE® si fonda su 5 pilastri

La vita non finisce con la diagnosi (#lavitanonfinisceconladiagnosi)

Troppo spesso i familiari delle persone che con-vivono con la malattia si sentono abbandonate con una diagnosi che lascia poco spazio alle speranze. Gli operatori talvolta vivono un senso di impotenza, dato che si sentono impreparati ad affrontare le sfide quotidiane. In realtà, se è vero che la memoria e le abilità cognitive vengono meno, la capacità di percepire le proprie emozioni e quelle di chi sta loro accanto rimane intatta fino alla fine. Numerosi studi scientifici ribadiscono l’importanza delle emozioni nelle persone affette da demenza. In particolare uno studio di ricerca del 2014 “Emozioni senza memoria”, delinea che, nonostante il deterioramento cognitivo, la sfera emozionale non subisce alterazioni. Oltre la malattia esiste ancora l’individuo, la sua Bellezza Interiore e le sue Possibilità. In questo viaggio impariamo a dare nuovo valore alle Parole, come fonte di possibilità di cambiamento: sposto una carrozzina o accompagno una persona? … Metto a letto oppure accompagno Gino a riposare? Imbocco oppure mi attivo per permettere a Maria di assaporare le meraviglie che oggi la cucina ha cucinato?...

Dal corpo alla mente, dalla mente al corpo

Superato il modello biomedico di separazione corpo-mente, le moderne neuroscienze riconoscono le reciproche influenze corpo-mente. Dunque, modificare i pensieri svilenti rivolti a se stessi e credere nelle proprie capacità d’azione e di produrre risultati diventano il segreto dell’autoefficacia. Il pensiero crea emozioni e la liberazione delle emozioni è una delle possibilità più potenti nella malattia. Anche lo stress è una risposta emotiva, e possiamo ostacolarne gli effetti sul cervello e sul corpo. I recenti studi ci presentano l’importanza delle diverse tecniche che possono migliorare la qualità della vita (ad esempio la relazione, il respiro, il con-tatto, la mente, la risata incondizionata). Pensieri ed emozioni si influenzano a vicenda e noi abbiamo la possibilità di allenarci all’autoefficacia e alla creazione di un atteggiamento resiliente.

Con-tatto

Il con-tatto è un modo di entrare in relazione e va eseguito con tatto, ossia con delicatezza, gentilezza e tenerezza. In questo senso crea benessere ed è terapeutico. Deve essere quindi considerato a tutti gli effetti un diritto della persona ed eseguito con competenza. E’ l’allenamento allo sguardo che accoglie, alla gentilezza organizzativa, allo sviluppo di una presenza capace di accoglienza.

Psicologia Positiva

La psicologa positiva è una branca della psicologia che punta ad aumentare la resilienza delle persone, ovvero la loro capacità di affrontare i cambiamenti traendo il meglio anche da situazioni difficili. La psicologa positiva è un importante strumento per aiutare il familiare e l’Operatore a superare il senso di impotenza acquisita, soprattutto dopo un percorso diagnostico limitato ad una descrizione asettica della malattia e la prospettiva di un futuro sempre più cupo. Gli studi di Martin Seligman, psicologo e saggista statunitense, dimostrano che si possono allenare le persone a formulare pensieri positivi e a vivere la relazione con la persona affetta da demenza in maniera positiva. La resilienza, la proattività, l’assunzione della responsabilità individuale, la capacità di apprezzare, di dare un significato a “ciò che ci ferisce” sono parte di quella intelligenza emotiva che consente di sviluppare comportamenti capaci di andare “oltre al fare” e di sviluppare “umanizzazione”.

Lettura innovativa del disturbo del comportamento (#leemozioninonsonounamalattia)

I disturbi del comportamento sono letti non più come sintomo da curare, ma un linguaggio e re-azioni da interpretare e ascoltare. Il Sente-mente® albero rappresenta la metodologia per “leggere” i messaggi che provengono dal mondo delle persone che con-vivono con la demenza. Anche il dolore fisico è spesso all'origine di comportamenti che nel mondo socio sanitario solitamente vengono letti come "disturbo del comportamento" invece di comportamenti speciali che diventano linguaggio da leggere o dolore da misurare. Per quanto riguarda l’organizzazione Steven Stein e Howard Book scrivevano “Un’economia competitiva ci impone di essere problem solver, non portatori o costruttori di problemi”. I professionisti socio-sanitari capaci dimostrano il loro valore risolvendo i problemi e pensando in modo creativo. Accogliere, abbracciare e trasformare le emozioni personali e altrui diventa il nuovo paradigma che prende il posto delle “distanze terapeutiche”.

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